Appuntamento: presso la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona

Si raccomanda di arrivare almeno 15 minuti prima.  

Durata: 2 ore - conduce la visita la prof.ssa Laura Falaschi

Piazza Navona e il “Gran teatro del mondo”.

Dedicheremo questa seconda passeggiata primaverile alla riscoperta di piazza Navona, una delle più scenografiche piazze del Barocco romano e forse la più bella della nostra città, amata dai romani e dai turisti per la sua particolare atmosfera di luogo di forte aggregazione popolare. Ne ripercorreremo la storia, tra aneddoti e curiosità, leggende e tradizioni. Da quando l’imperatore Domiziano vi fece costruire il primo stadio in muratura di Roma per i giochi agonali, tanto grande da contenere più di 30.000 spettatori, fino al XVII secolo quando Papa Innocenzo X Pamphili ne promosse il completo rinnovamento per mettere in scena la potenza del suo casato e della Chiesa di Roma grazie all’opera dei più importanti artisti del Barocco Romano, primi fra tutti Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.

Nata sui resti del grandioso Stadio di Domiziano in parte visibili a più di quattro metri di profondità, ne conserva memoria nella forma ellittica e nel nome che, per corruzione linguistica, nei secoli da “agone” divenne Navona.

Furono gli edifici sorti sulle gradinate dello stadio ormai abbandonato a darle questa forma fin dal Medioevo e a renderla adatta a trasferirvi il mercato che si teneva sotto l’Ara Coeli, facendola divenire ben presto un luogo d’incontro privilegiato, animato da feste, cortei e processioni.

La spettacolarità del suo aspetto attuale si deve alla volontà di Giovanni Battista Pamphili che, salito al soglio pontificio nel 1644 con il nome di Papa Innocenzo X Pamphili, affidò all’architetto Girolamo Rainaldi l’incarico di ingrandire l’antico palazzo di famiglia e di inglobarvi una chiesa dedicata a Sant’Agnese, una giovanetta morta martire sotto Diocleziano presso lo stadio e venerata in quello stesso luogo già dall’VIII secolo, dando inizio ad un’opera di ridefinizione dell’intera piazza a fini propagandistici. Attraverso il nuovo linguaggio figurato, in marmo e travertino, dello stile barocco, tutto doveva concorrere ad esaltare la grandezza dei Pamphili e nello stesso tempo la grandezza della Chiesa cattolica di Roma e il suo trionfo nel mondo allora conosciuto.

La percorreremo insieme per ammirare la Fontana del Moro e del Nettuno, già ideate nel ‘500, e la celeberrima Fontana dei Quattro Fiumi che Gian Lorenzo Bernini riuscì a realizzare grazie ad un astuto stratagemma e l’aiuto di Olimpia Maidalchini, la famosa “Pimpaccia”, nonostante gli fosse stato inizialmente interdetta perfino la partecipazione al concorso. E’ una delle sue creazioni più fantasiose che destò enorme stupore e meraviglia perché pareva ergersi sul vuoto e che ancora oggi sembra dialogare con la misteriosa statua che svetta sulla Chiesa di S. Agnese in Agone, quasi ad alimentare l’aneddoto della rivalità artistica tra i due artefici indiscussi del Barocco, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, cui si deve il completamento della chiesa con i due campanili. Dopo averne ammirato la facciata incastonata nel Palazzo Pamphili, oggi sede dell’Ambasciata brasiliana, entreremo per vedere la tomba del Papa Innocenzo X e soprattutto per ammirare la preziosità del suo apparato decorativo, opera dei più importanti artisti dell’epoca: le grandi pale marmoree sui quattro altari, la statua di Sant’Agnese, raffigurata nel momento del martirio, la cupola affrescata da Ciro Ferri, l’allievo più fedele di Pietro da Cortona, in cui la Santa martire ascende alla Gloria del Paradiso tra un turbinio di nuvole e di angeli che sembrano librarsi in uno spazio infinito. Vedremo, infine, la preziosa reliquia del cranio di Sant’Agnese, qui traslata dal Sancta Sanctorum per volere di Papa Leone XIII, morta appena dodicenne per offrire a Cristo la sua duplice testimonianza di fede e castità.

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