Domenica 7 aprile 2019 ore 15.30

L'appuntamento è presso l’ingresso principale del Museo dell’Ara Pacis - si raccomanda di arrivare almeno 15 minuti prima per l’eventuale fila. (Conduce la visita la prof.ssa Laura Falaschi).

 Durata della visita: 2 ore

Entrata al Museo: ingresso gratuito per la prima domenica del mese / tessera MIC a 5 euro con validità 12 mesi se l'ingresso è a pagamento per le recenti direttive in materia

ALCUNE NOTIZIE

La divinizzazione dell’imperatore attraverso i monumenti celebrativi della famiglia e del Princeps Augusto:

Il Mausoleo e l’Ara Pacis.

In questa quinta Passeggiata entreremo nel Museo, progettato da Richard Meier ed inaugurato nel 2006, per contemplare da vicino l’Ara Pacis, uno dei monumenti più famosi dell’antica Roma, capolavoro di ignoti artisti greci e simbolo-chiave della fine della Repubblica e della nascita di un Impero destinato a dominare tutto il mondo mediterraneo. Vedremo anche il grandioso Mausoleo fatto costruire nei pressi del Tevere da Augusto nel 29 a.C. su ispirazione di modelli ellenistici e la monumentale piazza Augusto Imperatore che lo racchiude, voluta da Mussolini. Fu lui che nel 1937 decise di collocarvi anche l’Ara Pacis, per la prima volta completamente ricostruita nella sua interezza, in linea con l’ideologia del Regime volta a creare un collegamento visivamente stringente con la grandezza della antica Roma Imperiale. L’architetto Morpurgo ebbe l’incarico di creare la teca-contenitore, ora non più esistente. La costruzione dell’Ara Pacis venne decretata nel 13 a.C. dal Senato per celebrare, con il ritorno di Augusto dalle campagne vittoriose in Gallia e in Spagna, la Pace che avrebbe assicurato al nascente Impero prosperità e floridezza, come cantava nei suoi poemi il contemporaneo Virgilio. Sorta nella pianura settentrionale del Campo Marzio in un’area esterna alle mura serviane, in stretta relazione con l’Horologium ed il Mausoleo per la complessa simbologia astrale che si ricollega direttamente alla nascita di Augusto, non solo celebrava il Princeps e la gens Iulia, ma ne dava una forte legittimazione in virtù della sua origine divina, per discendenza dinastica dal mitico Enea. 

Ne ammireremo i raffinati particolari decorativi dal celato significato simbolico, riconosceremo i ritratti dei vari componenti della famiglia imperiale e i personaggi dei vari collegi sacerdotali, leggeremo i miti dell’origine di Roma e potremo visualizzare nel plastico ricostruttivo la sua ubicazione originaria in relazione all’Horologium, l’immenso orologio solare, ora di fronte a Montecitorio, e comprenderne la molteplicità dei valori politico-sociali e religiosi alla base dell’ideologia imperiale.

Laura Falaschi

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